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Mauro Favret
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La nuova AULA!
Una cosa seria!


 

Siviglia: serata stecca international!

Io e Francesco stavamo perlustrando la zona di Triana, nella riva opposta sul Guadalquivir rispetto al nostro hotel.
Tutta una serie di "Bar de copas" in fila facevano offerte molto interessanti su bibite e birre. Contenti di prendere le birre a un euro ne beviamo un paio nei primi bar che incontriamo.
A un certo punto arriviamo a quello che sembrava l'ultimo della fila e Francesco entra per ordinare un paio di bicchieri.
Io decido di aspettare fuori, visto che il locale sapeva un pò troppo da fumo. (Eh lì sono ancora primitivi con la legislazione, vuoi mettere noi che siamo 8 mesi avanti..)

Mentre sono in piedi vicino alla porta sento una voce femminile che chiede "Demasiado... che sig-nifica?" era una biondina seduta lì vicino che mi aveva puntato. Io gli spiego la scritta che c'era sulla mia maglietta "demasiado sexo nueble la vista" che significa che avevo un buon motivo per portare gli occhiali (SMILE). Prima che uscisse Francesco un tipo che era seduto lì vicino mi offre una birra, io do un'occhiata al tavolino colmo di bicchieri vuoti, saranno stati una decina. Alcuni avevano ancora un pò di birra. Quando arriva Francesco passiamo alle presentazioni.

Da sinistra abbiamo: Reda; marocchino amico/fidanzato della biondina, non sembrava geloso...
Genevieve; la biondina belga che mi ha abbordato...
Isabella; francesina molto timida, beveva poco

Eravamo in 5 ed offriamo un bel giro di birre da un euro in scioltezza... e i bicchieri iniziano ad accumularsi spaventosamente nei piccoli tavolini.
A un certo punto arrivano due tipi che si aggiungono, uno si chiamava Daniel un tipo simpatico e sorridente di Madrid e l'altro si chiamava Geron un parigino che si era trasferito a New York.
E vai con un altro giro di qualcosa... forse birre.
Poi si aggiungono Mercedes una tossica di Madrid e un altro tipo che non mi ricordo chi era perchè si era seduto lontano da me e non ho afferrato bene da dove veniva, forse da Siviglia.

A sto punto Reda comincia a fare giri di techila. Ne portava fuori in continuazione. Io ho bevuto tutte le mie e anche qualcuna di Geron che stranamente non apprezzava il prodotto. Mi sembrava che non gli piacesse, in realtà facendo due parole capisco che lui e Daniel erano dei giovinetti di 17 anni che erano a Siviglia con l'interrail. Ca**o sono dei minorenni e il marocchino li sta facendo alcolizzare, meglio che ce le beviamo io e Mercedes le techile che avanzano e che i giovinetti lasciavano indietro. (E qui si comincia a intuire che siamo dei veri CABALLERO che si sacrificano) Francesco nel frattempo beveva quelle che non prendeva Isabella (un Caballero anche lui sicuramente). 
Genevieve era "borraccia", anzi tutti eravamo "borracci" cioè sbronzi.

Era fantastico perchè si parlava un miscuglio tra spagnolo, francese, inglese americano, inglese di Glasgow, dialetto veneziano... ci mancavano solo dei tedeschi ed eravamo al completo: una vera serata stecca international.

Mercedes e il tipo di Siviglia ad un certo punto vanno via. 

Poi io chiedo: "OK, ragazzi dove si va a ballare?", pensavo che siccome i francofoni erano a Siviglia da un paio di mesi avessero capito quali erano i locali aperti fino a tardi e dove si trovavano, ma in realtà ne sapevamo più noi che avevamo "smaronato" il receptionist dell'hotel ed eravamo lì da due ore.

Ci avviamo quindi in 7 verso la discoteca. Ma perchè siamo arrivati solo in 3 al Bilindo?
Al di là del Guadalquivir ci dirigiamo verso la zona sud, a un certo punto Reda e Genevieve tornano indietro per prendere qualcosa che si sono dimenticati al bar. Noi altri 5 aspettiamo ad un incrocio e intanto chiacchieriamo un pò. I due giovinetti cominciano a fare due conti coi tempi e mi anticipano che loro hanno un treno molto presto alla mattina seguente e che non venivano oltre. Dopo parecchio tempo ritorna solo la Belga e gli chiediamo dove si fosse perso il marocchino. Booo!!

Genevieve a un certo punto si avvia da un gruppo di cocchieri, quelli che di giorno girano con i carretti tipici per i turisti per Siviglia. Comincia ad attaccare bottone anche con loro. Noi ci allontaniamo dall'incrocio e andiamo a socializzare con gli spagnoli.
Tipi simpatici, Giuseppe e company, chiacchieravano con noi ed era obbligatorio fare un altro giro di birra (era proprio una questione da Caballeri). Io ero veramente colmo ... ma vuoi fare l'affronto di non bere niente assieme ai nuovi interlocutori... eh noooo!
Memorabile la nostra reazione da bravi italiani quando uno dei cocchieri capisce male che la belga non sa dove dormire e gli offre ospitalità. A quel punto noi lo sgamiamo e gli stringiamo calorosamente la mano per il tentativo, buono, ma non di classe e tanto meno da "caballero". Apprezzabile lo stile spagnolo, ma vuoi mettere un bel abbordaggio all'italiana?

A un certo punto Isabella se ne va coi due giovinetti, forse per riaccompagnarli all'hotel.
Il resto della combriccola vociferava che la francesina si è scelta i due tipi più freschi ed ha avuto buon occhio lasciando soli i vecchi e stanchi cocchieri e noi... eh pazienza.

Noi rimaniamo li con la belga e gli spagnoli e chiacchieriamo un pò finché a un certo punto chi ti torna? Arriva la francesina e tra un'ovazione generale da corrida gli facciamo i complimenti per aver sistemato i giovinetti in soli 4 minuti e 15 secondi, un vero record di velocità, vedi lo svantaggio a non stare con tipi più esperti. Eh eh eh. Vebbè si rideva e si scherzava, la francesina sicuramente non avrà capito niente. Il madrileno e il newyorchese non li abbiamo più visti.

Salutiamo i cocchieri sivigliani che se ne vanno.

A un certo punto noi cominciamo a preoccuparci per Reda, dove sarà finito?
Genevieve, che in teoria doveva essere la sua fidanzata, non sembrava affatto preoccupata. Parte di corsa alla ricerca del tipo e dopo poco torna e ci dice che si è fermato a dormire in un'aiuola !!?!!

Come? Cosa? Ho perso qualche passaggio? Ma che ci fa in un'aiuola?

Il tipo s'era inciampato e noi eravamo lì ad aspettarlo da un'ora. Decidiamo di andare a prenderlo di peso e lo rintracciamo poco distante.
Quando arriviamo la biondina gli da due calci e il tipo riprende forza e si alza, si guarda sbigottito in giro e dice "va tutto bene" poi si appoggia a un muro con una mano verso un angolo in modo che non lo vediamo. Sentiamo strani rumori tipo post super balla. La belga allora viene verso di noi e dice di andare e di lasciarlo lì senza preoccuparsi. 

A questo punto non capisco dov'è sparita la francesina. Volatilizzata? Durante alcuni discorsi aveva farfugliato qualcosa riguardo a un moroso lasciato a casa o qualcosa del genere... mah.
Ci avviamo quindi in tre verso il Bilindo, un locale dove si balla fino alla mattina.

A un certo punto la belga molto *espansiva* ferma una camionetta dei rifiuti e chiede al tipo alla guida informazioni sulla strada. Il tipo gli risponde che il Bilindo è di strada ed è poco distante.
La tipa chiede un passaggio!?! Il netturbino rimane sbigottito, ci pensa su un attimo e poi dice OK facciamo veloci. Saliamo tutti e tre nella cabina del camioncino dei rifiuti che traballava un pò e facciamo qualche chilometro.

Eravamo veramente fuori io e Francesco. Già in quel momento ci stavamo dicendo che quella sarebbe stata una serata memorabile, una di quelle da raccontare in giro. Il camioncino della nettezza urbana ci scarica davanti alla porta della discoteca, ringraziamo il netturbino e ci avviamo all'entrata.

Eravamo contentissimi perchè il locale sembrava proprio uno di quelli che rimangono aperti fino a mattina e dava l'idea di essere molto affollato.

COLPO DI SCENA! La maglietta di Francesco era senza maniche e il buttafuori non lo vuole proprio far entrare. Io faccio un passo indietro e chiediamo spiegazioni, ma il gorilla all'entrata non vuole proprio saperne.
Con la coda tra le gambe non ci restava che allontanarci dall'entrata ed escogitare qualcosa. Io non mi ero fatto tutta la strada da nord a sud di Siviglia per tornarmene in hotel con le pive nel sacco. Ammetto che, avendo un pò troppe techile in corpo, la fantasia non era molto favorita, ma stavo valutando lo scavalcamento del muretto; la soppressione del bodyguard o l'allungamento delle maniche della maglietta di Francesco (ma proprio quella sera, accidenti, non ce li avevo con me ago e filo).

Rimaniamo ad esplorare il territorio. L'idea di trascinare la belga dietro un cespuglio del parco non ci allettava tanto, noi volevamo ballare... (Ehi qui si dimostra senza ombra di dubbio siamo dei veri CABALLERO, che nobiltà d'animo, che stile, ancora non mi capacito).
A un certo punto arriva un tipo pelato, bruttino e basso. Sembrava spagnolo. Lui si che era vestito giusto: manica lunga, pantalone lungo, scarpa da città. Al suo fianco c'era una tipa più alta di lui (forse per i tacchi a spillo), con un abitino da sera nero con le spalline tipo filo interdentale e la schiena fuori fino al sedere, se non era una foto modella poco ci mancava. Passano senza che il buttafuori batta ciglio; a quel punto focalizzo che il buttafuori era un eunuco.
Dopo essermi ripreso dall'infarto, focalizzo che le ragazze possono entrare come vogliono, e dico a Francesco e Genevieve di scambiarsi le magliette. La tipa era d'accordissimo ed entusiasta di poterci aiutare ad entrare tutti insieme in disco.
La scena era indimenticabile. La tipa si sfila tutta contenta la maglietta rimane in reggipetto per un pò. Complimenti alla mamma, bella signorina, devo dire che ha proprio un "bel frontone neoclassico". Alla fine lei aveva un maglione che gli arrivava alle cosce e che gli cadeva largo sulle spalle. Lui aveva la sua maglietta nera che gli lasciava l'ombelico fuori, di torace ci stava anche dentro, ma il busto era stretto, le spalline si vedevano, ma l'impressione era proprio quella di vedere uno che si sta provando una maglietta 4 taglie più piccola.
Ci stavamo sbellicando dalle risate. Figuriamoci se il buttafuori ci fa entrare ubriachi come siamo. MIRACOLOOO gli va bene il nostro stratagemma. Chiude un occhio e ci fa passare. Girato l'angolo i miei compagni di ventura entrano in bagno si ricambiano la maglia e via in pista... Quando si dice l'ITALIAN-STYLE.

La musica era carina, ma quel che più contava è che avevamo voglia di divertirci. La mia maglietta attirava molto l'attenzione. Lì ho conosciuto altra gente e ho ballato fino quasi a crollare.
All'inizio cercavamo di stare assieme alla belga, ma poi mi sono un pò allontanato e ho dato un'occhiata in giro. Praticamente eravamo vicino al Parquè Maria Luisa, una delle mete che non abbiamo mai fatto di giorno perchè troppo lontana.

Attorno alle 5 di mattina passate cominciamo a considerare l'idea di tornare indietro. Abbandoniamo la tipa in discoteca, era troppo ubriaca e sfinita per darci retta, e lei per tornare aveva una strada abbastanza diversa dalla nostra. Ci incamminiamo di buona lena verso l'hotel e dopo un'ora di marcia forzata arriviamo a destinazione e andiamo a dormire. Il giorno dopo rimaniamo a dormire fino a tardi e quando ci svegliamo Francesco era Kaput. Io avevo la nausea e gli ho detto "va**ancu*o te, la techila, il marocchino e trentanove suoi parenti, io da adesso e fino alla fine della vacanza non bevo più niente e vado avanti a succhi di frutta". 

Francesco mi dice "sai mi vengono i sensi di colpa..."; allora io gli dico "beh non preoccuparti, non è mica colpa tua se ho la nausea stamattina".
"No, no, della tua nausea non me ne frega niente, è che il marocchino ci ha finanziato la super-stecca e io ci ho provato con sua morosa, pensa se gli dice qualcosa..." 
"Noooo dai non ti preoccupare quello secondo me c'è abituato a gente che importuna la bionda. Comunque è meglio se giriamo da un'altra parte domani sera."

Fine.

P.S. 
Due sere dopo troviamo Isabella e un'altra amica in un locale dove si ballava il flamenco. La tipa l'avevo vista prima io e la prima cosa che gli ho chiesto era dove si trovassero i suoi amici. Erano a riposare, non se la sentivano di uscire quella sera. Bene! (sospiro di sollievo) Poi gli chiedo "E tu dov'eri finita l'altra sera che non ti abbiamo più vista a un certo punto?". Lei risponde che era stanca e non aveva voglia di venire a ballare perché aveva bevuto troppo.
Quando Francesco si accorge con chi stavo parlando mi si avvicina subito e mi chiede "C'è anche il marocchino? dobbiamo scappare?"

 

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