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Mauro Favret
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La leggenda di Don Favres e le lettere che non ha mai scritto! *

Don Favres è un personaggio eclettico, eccentrico ed erudito. Non è intelligente, anche se lui si crede colto. Fa il cronista a Madrid. Siamo nel periodo dei pittori pazzi, lui è amico di Mirò ed è ancora più fuori di testa del pittore!

Il problema per il nostro Don Favres è che ormai è in là con gli anni. I capelli bianchi e la gobba non lo aiutano, e ormai anche la vista gli si è completamente annebbiata. (Demasiado sexo nueble la vista).

Il suo passatempo preferito è pensare a lettere e iniziarne qualcuna senza mai finir di scriverla e tanto meno spedirla. Cosa scriveva? e soprattutto perchè non spediva mai i suoi scritti? Questi sono due misteri che la storia cercherà di affrontare...

Ma andiamo a frugare nel suo cestino e prendiamo qualche pallina di carta, spieghiamola e leggiamo qualcosa..

Lettera alle Mallorchine.

Egregie e gentilissime Mallorchine,

mi permetto di scrivervi questa missiva e mi prendo cotale libertà per la vostra immensa e indefinibile gentilezza.
Ho visto come ammiccavate a me e ai miei amici mentre incrociavamo quasi casualmente i nostri sguardi.
La certezza della vostra ammirazione è avvenuta in un momento preciso, quando con molta sicurezza avete affermato la vostra provenienza. 
La decisione con cui avete proferito tali parole mi ha fatto sobbalzare il cuore in gola.
So che potrebbe sembrar cosa ridicola quel che vi scrivo, e che il sentimento che vado a esporre non è cosa da persone come me, ma cosa da giovani...

Lettera alla Striaca.

Egregia e amabile Striaca,

scusa se mi azzardo a chiamarvi cara, la mia impudenza è sicuramente senza limite. Tanto mi permetto di avvicinarmi a voi con questa lettera, che mai mi sarei pensato di fare.
Il vostro sorriso nascondeva forse qualche invito ad approfondir di più la nostra breve e fugace conoscenza? Il discorrere con voi mi è stata cosa veramente gradita. Amicizia ecco il sentimento che provo per la vostra mirabile persona. Tanto vi dovevo e tanto vi dico. 
Non sono avezzo a prendermi tanta libertà con donne del vostro rango e livello sociale, ma stavolta il fatto che ci abbiate offerto da bere non lascia adito a dubbi. Se questo è un segnale, è con sicurezza un segnale di accettazione. La mia mente forse vola troppo, ma certi segnali sono inequivocabili. 
...

Lettera alla Chica.

Vostra grazia illustrissima chica,

il mistero che aleggia attorno al vostro fascino è di pari intensità alla vostra figura soave. Cosa c'è di più intrigante e seducente del mistero che aleggia attorno alle vostre angeliche forme?
Scusatemi tanto se sono così volgare, e le mie parole offendono la vostra dolce e ammirabile sensibilità.
Non è mia intenzione mettervi in imbarazzo, e se reputate i miei scritti cosa da aborrire, vi prego di ignorarli e di bruciarli, spargetene la cenere sull'uscio della vostra porta e capirò che non mi amate...
Ma se questi scritti vi aggradano e non vi dispiacciono, allora aspetterò con ansia un vostro sorriso per trasformar una piccola parte del mio amore in coraggio e per prender ulteriori contatti con la vostra illustrissima e rispettabilissima persona.
E siccome il mio amore infinito è, una sua piccola parte trasformata in coraggio infinito coraggio farà...

Perchè non andavano mai spedite le lettere?

La premessa è che Don Favres non finiva mai le sue lettere, ma un giorno doveva spedire qualche cartolina, niente d'impegnativo, solo 26+21=47 cartoline assortite.
Inizialmente pensò di chiedere al suo giornalaio di fiducia, ma quello no seppe aiutarlo. Allora un giorno si diresse al Rastro, il mercato principale di Madrid, pensando che lì avrebbe trovato i francobolli e un sistema per spedire le cartoline.

Al mercato però non trovò niente. Allora il nostro sventurato Don Favres fu costretto a rivolgersi ad un venditore di essenze. Inizialmente Don Favres non si accorse degli strani atteggiamenti equivoci del tipo, lui che ha un occhio infallibile per riconoscere i sentimenti del gentil sesso.
Il giovane e bel venditore di essenze spiegò per filo e per segno a Don Favres che doveva andare nei sotterranei di palazzo e che lì vicino alle stalle avrebbe trovato un pony express che avrebbe fatto al caso suo.
Poi il giovane lo guardò e disse "ma tu sei il leggendario Don Favres, il pensatore delle lettere mai scritte... ma se non hai mai scritto le lettere che hai pensato, perchè le devi spedire?"
DF "Eh stavolta ho scritto delle cartoline, sono meno impegnative..."
V "Ahhh capisco, ma adesso che io ti ho fatto questo piacere perchè non ricambi anche tu caro?"
DF "Cioè?"
V "Perchè non pensi una lettera anche per me, la scrivi e poi me la fai leggere"
A quel punto Don Favres capì che per uscire dal locale doveva muoversi rasente al muro e che era meglio non farsi accompagnare dal venditore di profumi, perchè voleva mettersi dietro.

Dopo svariati chilometri comunque il nostro Don Favres riuscì a raggiungere il palazzo che gli era stato indicato. Entro e chiese a una guardia informazioni. No la guardia non dava informazioni, c'era il portinaio a posta! Trovato il portinaio il nostro povero Don Favres aveva il problema di trovare le scale per raggiungere i sotterranei e girò quasi tutto il palazzo. Poi trovate le scale ha avuto il suo bel da fare ad orientarsi nel dedalo delle stalle. Ma alla fine ci riuscì e arrivo al mitico ufficio di spedizioni, l'unico di tutta Madrid a detta dell'impiegata che ci lavorava.

 

* La storia è completamente inventata, ma un ringraziamento lo devo a Ermanno Olmi che nel suo film Ticket ha inventato un personaggio simile che non scriveva lettere alla sua cara Sabine!

 

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