Un professionista, una passione, un lavoro.

Mauro Favret
Consulente informatico
Via Giulio Cesare 15
31013 Cimetta di Codognè TV

Aula_Computer_Vista_Insieme.JPG (303361 byte)
La nuova AULA!
Una cosa seria!


 

La leggenda di "Der Fabret e la morte sospesa".

(liberamente ispirata al film "La morte sospesa")

Era una giornata fredda e nuvolosa, stavamo camminando nella neve fresca e stavamo guadagnando tanto terreno velocemente.
Il nostro fiato si vedeva uscire attraverso le pesanti sciarpe che avevamo in dotazione.
I nostri abiti in goretex stavano facendo bene da isolante, ma non era il freddo che ci preoccupava.
Raggiungemmo subito dal campo base i piedi del monte Siula Shonbrun Grande. Era stata una scalata lineare fino a quel punto, ma non sapevamo cosa ci aspettava.
Decidemmo di prendere il lato Nord dove la neve era più spessa e compatta e potevamo piantare i picchetti su ghiaccio più sicuro.

Fu traumatico fin da subito, gradoni di ghiaccio scivoloso ci facevano tremare ad ogni passo. Io dissi subito al mio compagno di cordata di non badare troppa attenzione all'ombrello, in quanto era un oggetto da 4 soldi e che non sarebbe valsa la pena rompersi una spalla per salvarlo.
La scalata del Siula Shonbrun Grande era tutta fatta di crepacci da aggirare e falsi strati di neve sospesa. 
Uno dei pericoli inaspettati era rappresentato da enormi creature minacciose e pelose che si frapponevano tra noi e la via più breve per raggiungere la cima.

Arrivare alla vetta fu premiante, da lì si godeva un panorama fantastico. Era come aver guadagnato una meta extra.

Ma ci aspettava la discesa, che notoriamente è sempre più dura.

Ad un certo punto il mio compagno s'inciampo in un pezzo di ghiaccio a forma di marciapiede di Lucca e cadde malamente.
Per salvare la macchina fotografica si era rotto la spalla!
Tremendo, non sapevo cosa fare. Lui mi guarda con occhi interrogativi e un senso di terrore mi veniva trasmesso attraverso le sue pupille.

Non c'erano ferite superficiali ma la spalla era andata. Cercammo di fare una fasciatura con le sciarpe alla meno peggio e iniziammo la discesa. Con una corda di seta facevamo una trentina di metri alla volta fino ad una tappa successiva. 

Riuscimmo a scendere circa 500 metri in questo modo ma ad un certo punto il mio amico cade in un crepaccio e resta lì sospeso.
Rimasi sconvolto. Aspettai due ore fermo e piantato sulla neve e non sentivo alleggerire il peso sulla corda. A quel punto senza pensarci su due volte taglio la corda e lo mando affanc**o.

Chi ha dato ha dato ha dato e chi ha avuto avuto avuto, scurdammuce u passato.

Vado giù per un'altra strada, mi carico il tipo in spalla e di peso lo porto al campo base. Era malconcio, e si era rotto anche l'altra spalla.
Io lo guardo con fare paterno e gli dico: tutto questo ca**no per salvare la macchina fotografica?
Lui mi guarda e mi chiede: perchè hai tagliato la corda?

Io gli rispondo: "non rompere e se vuoi... fammi causa, così con la pubblicità gratuita e i soldi dei diritti d'autore diventiamo ricchi sfondati. Poi per le conseguenze giudiziarie non preoccuparti, cadrà tutto in prescrizione e dovrò stare attento solo che non mi prendano in qualche partito di governo! Con le credenziali di tentato omicidio mi presenterebbero come capo lista sicuramente".

Copyright 2006 Favret Mauro
Liberamente ispirata al film "La morte sospesa"

 

Inviare a info@nospam_maurofavret.it (togliete la scritta nospam_) un messaggio di posta elettronica contenente domande o commenti su questo sito Web.
Copyright © 2010 MAURO FAVRET - CONSULENTE INFORMATICO - questo è il sito ufficiale maurofavret.it di Mauro Favret