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La leggenda di "Der Fabret e la morte sospesa".(liberamente ispirata al film "La morte sospesa") Era una giornata fredda e nuvolosa, stavamo camminando nella neve fresca e
stavamo guadagnando tanto terreno velocemente. Fu traumatico fin da subito, gradoni di ghiaccio scivoloso ci facevano
tremare ad ogni passo. Io dissi subito al mio compagno di cordata di non badare
troppa attenzione all'ombrello, in quanto era un oggetto da 4 soldi e che non
sarebbe valsa la pena rompersi una spalla per salvarlo. Arrivare alla vetta fu premiante, da lì si godeva un panorama fantastico. Era come aver guadagnato una meta extra. Ma ci aspettava la discesa, che notoriamente è sempre più dura. Ad un certo punto il mio compagno s'inciampo in un pezzo di ghiaccio a forma
di marciapiede di Lucca e cadde malamente. Non c'erano ferite superficiali ma la spalla era andata. Cercammo di fare una fasciatura con le sciarpe alla meno peggio e iniziammo la discesa. Con una corda di seta facevamo una trentina di metri alla volta fino ad una tappa successiva. Riuscimmo a scendere circa 500 metri in questo modo ma ad un certo punto il
mio amico cade in un crepaccio e resta lì sospeso. Chi ha dato ha dato ha dato e chi ha avuto avuto avuto, scurdammuce u passato. Vado giù per un'altra strada, mi carico il tipo in spalla e di peso lo porto
al campo base. Era malconcio, e si era rotto anche l'altra spalla. Io gli rispondo: "non rompere e se vuoi... fammi causa, così con la pubblicità gratuita e i soldi dei diritti d'autore diventiamo ricchi sfondati. Poi per le conseguenze giudiziarie non preoccuparti, cadrà tutto in prescrizione e dovrò stare attento solo che non mi prendano in qualche partito di governo! Con le credenziali di tentato omicidio mi presenterebbero come capo lista sicuramente". Copyright 2006 Favret Mauro |
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